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Glucosamina: a cosa serve e cosa dicono davvero gli studi

Redazione Vivere in Movimento Aggiornato 6 settembre 2026 23 min di lettura 31 fonti

Risposta breve: la glucosamina è una sostanza che l'organismo usa per costruire i tessuti dell'articolazione, e viene venduta per ridurre il dolore dell'artrosi, soprattutto al ginocchio. Gli studi però non dicono tutti la stessa cosa: i risultati positivi arrivano dalla glucosamina solfato cristallina a 1500 mg al giorno, mentre lo studio più grande, fatto con la forma cloridrato, non ha superato il placebo. In Italia la stessa sostanza esiste sia come farmaco su ricetta sia come integratore da banco, quasi sempre a dosi più basse.

Capsule di glucosamina su un piano neutro, still-life editoriale

Quando non è il momento di comprare un integratore
  • Ginocchio caldo, rosso e gonfio, con dolore forte e difficoltà a muoverlo, soprattutto senza una botta o una caduta: può essere un'infezione dell'articolazione (artrite settica) e si va in ospedale, non in farmacia (NHS).
  • Temperatura sopra i 38 °C mentre dolore e gonfiore peggiorano di ora in ora: si chiama il medico o si va al pronto soccorso lo stesso giorno, perché un'infezione articolare fa danni in tempi brevissimi (PMC4401966).
  • Un'articolazione che si gonfia da un momento all'altro senza spiegazione, una gamba che non regge più il peso, dolore notturno con chili persi senza dieta, rigidità mattutina che dura mezz'ora o un'ora buona: sono motivi per farsi visitare adesso. L'integratore, semmai, viene dopo.

Che cos'è la glucosamina e da dove viene

La glucosamina è un tipo di zucchero che l'organismo produce da solo. Serve da mattone per i glicosaminoglicani, le molecole che fanno parte della struttura della cartilagine (NCCIH).

Nei prodotti in vendita non arriva dal cibo di tutti i giorni. Quasi tutte le preparazioni si ricavano dal guscio dei crostacei, e chi è allergico a crostacei o molluschi deve quindi leggere l'etichetta prima di comprare. Esiste poi una versione vegetale, ottenuta dalla fermentazione del mais (Center for Research on Women & Families).

Sulle etichette italiane la glucosamina compare quasi sempre in due forme chimiche: glucosamina solfato (spesso scritta come "solfato 2KCl") e glucosamina cloridrato (in inglese hydrochloride, in etichetta a volte "idrocloruro"). Sembra un dettaglio da chimici. È invece la differenza che pesa di più quando si va a vedere quali studi si possono applicare a quel prodotto.

A cosa serve la glucosamina?

La glucosamina serve ad attenuare due cose, il dolore e la difficoltà a muovere il ginocchio, quando l'artrosi è di grado lieve o intermedio. In questi termini è scritta l'indicazione autorizzata nel foglio illustrativo di DONA, il medicinale a base di glucosamina solfato venduto in Italia, alla dose di 1500 mg al giorno (foglio illustrativo DONA).

Sintomi e cartilagine, però, sono due piani diversi che vengono confusi spesso.

Effetto sui sintomi. È di questo che parlano gli studi: meno dolore, ginocchio che si piega meglio, meno rigidità.

Effetto sulla cartilagine. Qui il discorso cambia. Le linee guida italiane della Società Italiana di Reumatologia, alla raccomandazione 12, dicono che nell'artrosi sintomatica del ginocchio glucosamina solfato e condroitina solfato possono avere un effetto sui sintomi, mentre gli effetti sulla struttura, quali pazienti siano adatti al trattamento e il rapporto tra costo e beneficio restano da definire (SIR, Reumatismo 2019). Sulla stessa domanda la meta-analisi del BMJ non ha trovato differenze rispetto al placebo nel restringimento dello spazio articolare, che è il modo indiretto con cui si misura la cartilagine sulle radiografie (PubMed 20847017).

Nessun prodotto, quindi, "ricostruisce" la cartilagine: quando lo si legge su una confezione, è una promessa che le fonti non sostengono.

La glucosamina funziona davvero?

Dipende dalla forma e da chi ha fatto lo studio. È il motivo per cui due pagine sullo stesso argomento arrivano a conclusioni opposte: sotto ci sono i lavori che pesano di più, dal più grande in giù.

Studio GAIT (Stati Uniti, 572 pazienti, 9 centri, 2 anni di osservazione). Nessuno dei trattamenti provati — glucosamina cloridrato, condroitina, la combinazione dei due, il celecoxib — ha dato una differenza clinicamente importante rispetto al placebo su dolore e funzione (Sawitzke et al., PubMed 20525840). Nella pubblicazione principale del 2006 la dose era 500 mg tre volte al giorno, cioè 1500 mg totali, ma in forma cloridrato (Clegg et al., NEJM 2006, PubMed 16267879).

Meta-analisi del BMJ (Wandel e colleghi, 2010). Mettendo insieme gli studi disponibili, glucosamina, condroitina e la loro combinazione non riducevano il dolore e non modificavano il restringimento dello spazio articolare rispetto al placebo (PubMed 20847017).

Studi europei, solfato cristallino. Nel 2001 sul Lancet e nel 2002 su Archives of Internal Medicine, la glucosamina solfato cristallina da 1500 mg al giorno in una sola somministrazione ha dato risultati positivi sui sintomi e sulle radiografie del ginocchio, con tre anni di osservazione nel secondo lavoro (Reginster, PubMed 11454331; Pavelka, PubMed 12377957).

Meta-analisi del 2018 (studi randomizzati contro placebo, artrosi del ginocchio). Prese da sole, sia la glucosamina sia la condroitina hanno ridotto in modo statisticamente significativo il dolore misurato con la scala visiva: −7,4 mm la prima, −8,4 mm la seconda su una scala da 100. La combinazione dei due no: −0,3 mm, cioè nulla. Nessuna delle tre opzioni ha però migliorato l'indice WOMAC complessivo, il punteggio che mette insieme dolore, rigidità e funzione (Simental-Mendía et al., Rheumatology International 2018, PubMed 29947998).

Sulla sicurezza il quadro è più semplice: nella stessa meta-analisi del BMJ la frequenza degli effetti indesiderati era uguale a quella del placebo. Il problema della glucosamina, insomma, non è che faccia male. È che spesso non fa abbastanza.

Perché solfato e cloridrato non sono la stessa cosa

La forma chimica decide quali studi si possono applicare a quel prodotto.

Una revisione pubblicata su PMC lo dice senza giri di parole: l'efficacia deriva soltanto dagli studi condotti con glucosamina solfato cristallina, mentre i risultati messi insieme degli studi con altre preparazioni di glucosamina non hanno mostrato effetti sui sintomi dell'artrosi (PMC3400104).

Attenzione a non tirare la conclusione troppo in là.

Questo non significa che il solfato venga assorbito meglio del cloridrato nel corpo umano: i confronti diretti tra le due forme sono pochi e gran parte dei dati di assorbimento riguarda proprio la forma solfato (PMC3392795).

La differenza documentata è più precisa e meno spettacolare: gli studi positivi sono stati fatti con una specifica formulazione stabilizzata di solfato, a 1500 mg in un'unica dose giornaliera. Un prodotto con quella forma e quella dose è la cosa più vicina a ciò che è stato studiato. Con 500 mg di una forma diversa si entra invece in un territorio che nessuno ha misurato.

Glucosamina solfato cristallina
Studi principali
Reginster 2001, Pavelka 2002
Dose usata
1500 mg/die in una volta
Risultato
positivo su sintomi e radiografia
Glucosamina cloridrato (idrocloruro)
Studi principali
GAIT 2006 e 2010
Dose usata
500 mg × 3/die
Risultato
nessuna differenza rilevante dal placebo
Miscele con dosi più basse
Studi principali
nessuno studio dedicato
Dose usata
400–500 mg/die
Risultato
non misurato

Perché le linee guida non sono d'accordo tra loro

Le società mediche sono divise perché pesano in modo diverso gli stessi studi. Conviene saperlo prima di aprire una pagina che cita solo la metà che le fa comodo.

Due documenti del 2019 dicono di no, e in modo netto. OARSI, nelle linee guida sulla gestione non chirurgica dell'artrosi, raccomanda fortemente di non usare la glucosamina nell'artrosi del ginocchio per mancanza di efficacia dimostrata (PubMed 31278997). Nello stesso anno l'American College of Rheumatology insieme all'Arthritis Foundation raccomanda fortemente contro la glucosamina per ginocchio, anca e mano: è un giudizio inasprito rispetto al passato, dopo l'arrivo di prove di buona qualità che non mostrano effetto (PubMed 31908149).

Di segno opposto è ESCEO — la società europea che studia il lato clinico ed economico delle malattie di ossa e articolazioni — che colloca glucosamina e condroitina solfato "di qualità farmaceutica" fra le opzioni di prima linea del suo algoritmo di trattamento (documento ESCEO).

In mezzo sta l'Italia. La Società Italiana di Reumatologia, nel 2019, resta prudente e lo motiva: il trattamento orale si può prendere in considerazione anche se le società scientifiche sono in disaccordo, perché gli effetti misurati sono piccoli e i risultati degli studi sponsorizzati dall'industria non coincidono con quelli indipendenti. Chi potrebbe rispondere meglio, secondo il documento, sono i pazienti più giovani o quelli con sintomi più intensi (SIR 2019).

C'è anche un motivo di metodo dietro la diffidenza americana. Il documento ACR nota che i risultati degli studi finanziati dall'industria si discostano da quelli degli studi con finanziamento pubblico, e questo apre un problema serio di distorsione delle pubblicazioni (PubMed 31908149).

Non serve scegliere una squadra. Serve sapere che il disaccordo esiste, che riguarda un beneficio comunque modesto e che nessuna delle due parti parla di guarigione.

In Italia la glucosamina è un farmaco o un integratore?

In Italia la stessa sostanza esiste nelle due vesti, e la differenza è enorme dal punto di vista delle regole. DONA, a base di glucosamina solfato, è registrato come medicinale con una autorizzazione all'immissione in commercio: si trova come polvere da 1500 mg in 30 bustine e come compresse da 750 mg in confezione da 60. La posologia scritta nella scheda tecnica è la stessa nei due casi, 1500 mg al giorno: una bustina, oppure due compresse da 750 mg (scheda del medicinale, fonte AIFA).

DONA è in classe C, cioè a carico completo del paziente, e si vende con ricetta ripetibile: per la prima prescrizione serve passare dal medico (foglio illustrativo). Il prezzo al pubblico è 30,60 € per entrambe le confezioni, che a quella posologia durano un mese.

Gli integratori seguono un'altra strada. Sono regolati dal Ministero della Salute con una notifica prima della vendita e l'iscrizione nel Registro degli integratori alimentari. Quella notifica non è un'autorizzazione e non certifica che il prodotto funzioni (Ministero della Salute). Le due cornici sono anche due leggi diverse: il D.Lgs. 169/2004 per gli integratori, il D.Lgs. 219/2006 per i medicinali (Gazzetta Ufficiale).

L'errore più comune è credere che sia la sostanza a stabilire se una cosa è farmaco o integratore. Contano invece la registrazione del singolo prodotto, la dose, la forma e ciò che viene dichiarato in etichetta. Per sapere in che categoria sta un prodotto preciso si guarda la Banca Dati Farmaci dell'AIFA.

Quanta glucosamina serve al giorno, e quanto ce n'è davvero nei prodotti

La dose di riferimento è 1500 mg al giorno di glucosamina solfato, presa in un'unica volta: è quella degli studi positivi ed è quella del medicinale venduto in Italia. Il problema pratico è che la maggior parte degli integratori da banco ne contiene molto meno. Ed è il motivo per cui l'etichetta si legge prima del prezzo.

DONA 1500 mg, 30 bustine
Tipo
medicinale, ricetta ripetibile
Glucosamina al giorno
1500 mg
Forma
solfato
Prezzo indicativo
30,60 € il mese
Solgar Glucosamine Chondroitin MSM, 2 compresse
Tipo
integratore
Glucosamina al giorno
1500 mg
Forma
cloridrato
Prezzo indicativo
~29–66 €, molto variabile
Rubaxx Articolazioni, 30 bustine
Tipo
integratore
Glucosamina al giorno
500 mg
Forma
solfato
Prezzo indicativo
49,80–55,99 € il mese
Bioattivo Glucosamina + Condroitina, 60 cpr
Tipo
integratore
Glucosamina al giorno
504 mg (1 compressa)
Forma
solfato 2KCl
Prezzo indicativo
15,43–18,35 € per due mesi
CartiJoint Forte, 20 cpr
Tipo
integratore
Glucosamina al giorno
non verificata da noi
Forma
non verificata
Prezzo indicativo
~17–27 €, non confermato
ArtiZynt, 20 capsule
Tipo
integratore
Glucosamina al giorno
non dichiarata dal produttore
Forma
solfato 2KCl
Prezzo indicativo
non confermato per l'Italia

Prezzi rilevati a settembre 2026 su Redcare, DocPeter e Farmaè; per DONA vale il prezzo al pubblico della scheda del medicinale. Gli integratori cambiano prezzo da un rivenditore all'altro, quindi qui contano gli ordini di grandezza, non la virgola.

Il conto va rifatto sul mese, alla dose che serve davvero:

  • Rubaxx costa circa 50 € al mese e porta 500 mg di glucosamina al giorno. Dichiara però tutte le dosi di tutti i componenti, compresi 2600 mg di collagene idrolizzato e 450 mg di condroitina, ed è l'unico dei prodotti confrontati a farlo.
  • DONA costa 30,60 € al mese e porta 1500 mg, la dose degli studi, sotto controllo medico.
  • Bioattivo costa meno di 10 € al mese, ma con 504 mg al giorno. Per arrivare a 1500 mg servirebbero tre compresse invece di una: sarebbe andare oltre l'etichetta, e non è una cosa da decidere da soli.
  • ArtiZynt dichiara la forma solfato 2KCl, la stessa famiglia degli studi positivi, ma non dichiara i milligrammi: di tutti i prodotti di questa tabella è l'unico il cui produttore non pubblica la dose. Senza quel numero le ricerche su 1500 mg non si possono applicare al prodotto, e sul criterio della trasparenza sta dietro a Rubaxx, Bioattivo e Solgar, che i milligrammi li scrivono. Il conto completo, ingrediente per ingrediente, è nell'analisi della composizione di ArtiZynt.

Il metro resta quello: forma dichiarata, milligrammi dichiarati, costo del mese alla dose che serve. Senza i milligrammi in etichetta, il confronto non si può nemmeno fare.

Glucosamina, condroitina, collagene: chi dichiara i milligrammi?

Glucosamina, condroitina, collagene: chi dichiara i milligrammi?

Tabella comparativa con dosi in mg e costo reale al mese, marca per marca.

Dosi e costo al mese, prodotto per prodotto →

Glucosamina e condroitina insieme: servono?

I dati non mostrano che la combinazione faccia meglio dei due componenti separati o del placebo.

Lo studio GAIT ha provato anche la coppia glucosamina più condroitina e non ha trovato una differenza clinicamente importante rispetto al placebo sul totale dei pazienti; un segnale è comparso soltanto nel sottogruppo con dolore da moderato a intenso (Clegg, NEJM 2006).

La revisione del 2018 arriva alla stessa conclusione sulla combinazione (PubMed 29947998), e l'ACR raccomanda contro i prodotti combinati glucosamina più condroitina (PubMed 31908149).

La posizione italiana è più sfumata sulla condroitina presa da sola. ISSalute, il portale dell'Istituto Superiore di Sanità per i cittadini, riconosce la capacità della condroitina di alleviare il dolore e migliorare la funzione dell'articolazione, precisando che l'effetto compare più lentamente rispetto agli antidolorifici comuni, nell'ordine dei mesi (ISSalute).

Anche qui torna la questione della dose. In Italia esistono medicinali su ricetta a base di condroitina solfato in classe C, con dosi da 800 a 1200 mg al giorno, di solito in cicli di tre mesi; gli integratori da banco spesso contengono dosi più basse di quelle farmacologicamente attive (stessa fonte ISSalute). Rubaxx ne dichiara 450 mg al giorno, Bioattivo 400 mg per compressa, Solgar 1200 mg in due compresse. Il confronto ingrediente per ingrediente sta nella scheda della condroitina solfato.

Per quanto tempo si prende, e quando si capisce se sta funzionando

Non è un antidolorifico: l'effetto, se arriva, si valuta in settimane e mesi, non in giorni. ISSalute lo dice per la condroitina, con effetti che compaiono più lentamente rispetto agli antinfiammatori classici. Gli studi europei sulla glucosamina solfato hanno misurato i risultati su periodi lunghi: tre anni nel lavoro di Pavelka del 2002, due anni nell'osservazione dello studio GAIT.

Un numero, però, c'è. I reumatologi italiani, nel documento del 2019, scrivono che questa famiglia di trattamenti — glucosamina, condroitina e gli altri SYSADOA — si può sospendere quando entro sei mesi non si osserva alcun beneficio (SIR 2019). Sei mesi è quindi il confine oltre il quale continuare per inerzia non ha più una giustificazione clinica.

Lo stesso documento aggiunge che dose e frequenza non sono standardizzate fra i vari prodotti e che conviene attenersi a quanto scritto nel foglietto. Per i medicinali con condroitina la pratica italiana descritta da ISSalute è a cicli di circa tre mesi con pause; per un integratore la durata la indica il produttore in etichetta, e chi ha una diagnosi in corso o prende altri farmaci la concorda con il medico.

Una regola pratica che vale sempre: se dopo un ciclo completo alla dose dichiarata non è cambiato nulla su dolore e movimento, continuare a comprare lo stesso prodotto è una spesa senza riscontro. Il punto di verifica va fissato prima di iniziare, non dopo il terzo pacco.

Controindicazioni ed effetti collaterali: chi deve stare attento

Sul piano della sicurezza generale il bilancio è buono: nelle grandi ricerche non sono emersi problemi rilevanti. Restano però tre situazioni in cui prima si parla con il medico o con il farmacista.

Anticoagulanti. La glucosamina può aumentare l'effetto del warfarin: sono descritti casi di aumento dell'INR e di sanguinamenti o ematomi durante l'uso insieme, con necessità di controllare l'INR e adeguare la dose (Drugs.com). Lo stesso vale per la condroitina, che secondo ISSalute può potenziare l'effetto di anticoagulanti e antiaggreganti, e per la quale il NIH americano segnala un aumento del rischio di sanguinamento in chi prende warfarin (NCCIH).

Allergia ai crostacei. Gran parte delle preparazioni deriva dal loro guscio. Con questa allergia, o con quella ai molluschi, si verifica l'origine della materia prima e, se serve, si cerca la versione vegetale da fermentazione del mais.

Diabete e glicemia. In alcune persone la glucosamina può far salire i valori di glucosio nel sangue (NCCIH) e può cambiare l'efficacia dei farmaci per il diabete (WebMD). Con un diabete in corso la glicemia si misura più spesso nelle prime settimane, e la decisione si concorda con il medico prima di cominciare.

In gravidanza e durante l'allattamento si sa poco della sicurezza di glucosamina e condroitina: in mancanza di dati, la scelta non si fa da soli (NCCIH).

Su fegato e reni, invece, le grandi ricerche cliniche non hanno fatto emergere problemi di sicurezza rilevanti, e nessuna delle fonti di questa pagina collega la glucosamina a un danno di questi organi. Non è una promessa: chi ha una malattia epatica o renale, o prende farmaci tutti i giorni, ne parla prima con il medico.

La glucosamina fa ingrassare?

Negli studi clinici sull'uomo l'aumento di peso non compare tra gli effetti segnalati, e nella meta-analisi del BMJ del 2010 la frequenza degli effetti indesiderati era la stessa del placebo.

L'unico dato che alimenta la domanda arriva dagli animali, e va letto per quello che è: in uno studio del 2015 i topi nutriti con dieta normale e glucosamina hanno preso più peso e hanno risposto peggio all'insulina, mentre gli stessi topi con dieta ricca di grassi ne hanno preso di meno (Metabolism 2015, PubMed 25516476). Risultati opposti nello stesso esperimento, in una specie che non è la nostra: non è una risposta valida per una persona che compra una scatola in farmacia.

Girata al contrario, la domanda ha invece una risposta solida. Il controllo del peso è una delle misure raccomandate a tutte le persone con artrosi nelle linee guida OARSI 2019, insieme all'esercizio a terra e in acqua e ai programmi di educazione e autogestione della malattia (PubMed 31278997). Nessun integratore sostituisce quella parte.

Perché in etichetta non si può scrivere "protegge la cartilagine"

Perché in Europa quella frase è stata esaminata e respinta.

Il Regolamento (UE) 1066/2013 boccia due richieste sulla glucosamina: che "contribuisca alla protezione della cartilagine articolare esposta a movimento o carico eccessivi e aiuti a migliorare la mobilità articolare" e che "contribuisca al mantenimento della cartilagine articolare normale". Motivo del rifiuto: prove scientifiche insufficienti a stabilire un rapporto di causa ed effetto (EUR-Lex).

Non è un caso isolato. Il registro europeo delle indicazioni sulla salute raccoglie tutto ciò che si può scrivere in etichetta, e alla voce articolazioni è vuoto: glucosamina, condroitina, collagene, curcuma, MSM — nessuna di queste sostanze ha un'indicazione autorizzata sul tema, e le domande presentate risultano tutte respinte (EU Register of health claims).

In Italia il Ministero della Salute traduce tutto questo in una regola secca: un integratore non può essere presentato come qualcosa che previene, cura o fa guarire una malattia. Il divieto non riguarda solo le frasi, ma anche il nome commerciale e i disegni stampati sulla scatola (Ministero della Salute). Frasi come "cura l'artrosi" o "rigenera la cartilagine" su una scatola sono un segnale di allarme, non di qualità.

Cosa conta più della glucosamina

Le linee guida OARSI 2019 indicano come trattamenti di base, raccomandati a tutti i pazienti con artrosi, l'esercizio fisico a terra e in acqua, il controllo del peso e i programmi di educazione e autogestione della malattia. Sono la parte che funziona meglio e costa meno, e nessuna capsula la sostituisce.

Un integratore, quando ha senso, si aggiunge a quella base. Non la sostituisce. Il ragionamento completo su come si mette insieme un percorso — movimento, peso, terapie locali, eventuali integratori — sta nella pagina che spiega l'artrosi dall'inizio e, per la sede più frequente, in quella sul ginocchio artrosico.

Come leggere un'etichetta prima di comprare

  1. Forma. C'è scritto "solfato" o "cloridrato"? Gli studi positivi riguardano il solfato cristallino.
  2. Milligrammi al giorno. Non per compressa: per dose giornaliera. Va confrontata con i 1500 mg degli studi.
  3. Condroitina, se presente. Le dosi farmacologiche sono 800–1200 mg al giorno; sotto quella soglia si è fuori da ciò che è stato studiato.
  4. Origine. Da crostacei o vegetale, decisivo per chi ha allergie.
  5. Costo del mese, non prezzo della scatola: pacchi diversi durano tempi diversi.
  6. Promesse. Se la confezione o il sito parlano di cartilagine ricostruita o di artrosi curata, il prodotto sta violando le regole europee sui claim.

Il confronto tra le formule più vendute in Italia sta nella tabella con dosi e prezzo per mese; per il prodotto più pubblicizzato in farmacia c'è l'analisi di Rubaxx.

Cosa fa questa pagina e cosa non fa

Di glucosamina questa pagina racconta le misure: che cosa hanno registrato gli studi, perché le due forme chimiche non si equivalgono, come la sostanza è inquadrata dalle regole italiane e quanto viene a costare un mese ai dosaggi in commercio.

Quello che non può fare è darti una diagnosi o una terapia.

Dello stato reale della tua articolazione qui non si sa niente — quale sia, a che punto è, che farmaci sono già in corso — e sono esattamente i dati su cui ragiona chi ti visita: medico di famiglia, ortopedico o fisiatra. Per un medicinale come DONA la ricetta serve appunto a quello.

Perché non indichiamo una dose personale

Un «due capsule al giorno» rivolto a un lettore mai visitato non è un consiglio, è un'ipotesi al buio. E la quantità passa in mano al medico appena entrano in scena warfarin, diabete o un rene che funziona male.

Quello che possiamo mettere sul tavolo sono due numeri affiancati: i milligrammi usati negli studi e i milligrammi dichiarati in etichetta. Il secondo si legge sulla scatola in farmacia, senza doverci credere sulla parola. Una dose «giusta» promessa da chi non ti ha mai visto è pubblicità travestita da consiglio.


Autore: Redazione Vivere in Movimento Pubblicato: 5 settembre 2026 · Ultimo aggiornamento: 5 settembre 2026

Nota medica. Questa pagina è informazione di salute scritta da una redazione indipendente e racconta studi pubblicati: non valuta il tuo caso e non prescrive nulla. Prima di aggiungere un prodotto alle terapie che già segui, parlane con il medico o con il farmacista.

Marchi citati. I marchi nominati appartengono ai rispettivi titolari e non hanno alcun rapporto con noi.

1500 mg
al giorno: la dose usata negli studi europei con risultati positivi
572
pazienti nello studio americano GAIT, che con il cloridrato non ha battuto il placebo
30,60 €
il mese di DONA, il farmaco su ricetta con 1500 mg dichiarati
500 mg
la glucosamina giornaliera di Rubaxx: un terzo della dose degli studi
0
claims sulle articolazioni approvati in Europa per la glucosamina
6 mesi
senza alcun beneficio: le linee guida italiane dicono che si può smettere

Fonti utilizzate 25

  1. Sawitzke et al., studio GAIT a 2 anni — https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20525840/
  2. Clegg et al., GAIT, New England Journal of Medicine 2006 — https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/16267879/
  3. Wandel et al., meta-analisi, BMJ 2010 — https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20847017/
  4. Simental-Mendía et al., meta-analisi 2018, Rheumatology International — https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29947998/
  5. Reginster et al., Lancet 2001 — https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/11454331/
  6. Pavelka et al., Archives of Internal Medicine 2002 — https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/12377957/
  7. Revisione sulla forma cristallina di glucosamina solfato — https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC3400104/
  8. Dati di farmacocinetica e confronto tra forme — https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC3392795/
  9. OARSI 2019, gestione non chirurgica dell'artrosi — https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31278997/
  10. ACR/Arthritis Foundation 2019 — https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31908149/
  11. ESCEO, algoritmo per l'artrosi del ginocchio — https://www.esceo.org/sites/esceo/files/pdf/OA%20ESCEO%20OARSI%20%20GUIDELINES%20NRR%202021.pdf
  12. Società Italiana di Reumatologia, linee guida 2019 — https://www.reumatologia.it/obj/files/lineeguida/knee-hip-hand-2019.pdf
  13. Regolamento (UE) 1066/2013 — https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/HTML/?uri=CELEX:32013R1066
  14. EU Register of nutrition and health claims — https://food.ec.europa.eu/food-safety/labelling-and-nutrition/nutrition-and-health-claims/eu-register-health-claims_en
  15. Ministero della Salute, registro degli integratori — https://www.salute.gov.it/new/it/tema/alimenti-fini-medici-speciali-ed-integratori/registro-degli-integratori-alimentari
  16. Ministero della Salute, indicazioni sulla salute — https://www.salute.gov.it/new/it/tema/nutrizione/indicazioni-nutrizionali-e-sulla-salute-claims
  17. AIFA, Banca Dati Farmaci — https://medicinali.aifa.gov.it/
  18. Foglio illustrativo e scheda tecnica DONA (posologia, classe C, ricetta RR, prezzo al pubblico) — https://farmaco-info.it/dona-140014/foglio-illustrativo · https://mediately.co/it/drugs/4pgDwnJZoRm89rWMrFfBSqsNBjJ/dona-orale-polv-30-bust-1-500-mg-3 · https://mediately.co/it/drugs/CtGz7KTP89UVTp2kDgCN7PYc5k/dona-750-mg-compresse-rivestite-con-film
  19. ISSalute, condroitina solfato — https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/c/condroitina-solfato
  20. Interazione glucosamina–warfarin — https://www.drugs.com/drug-interactions/glucosamine-with-warfarin-1182-0-2311-0.html · NCCIH — https://www.nccih.nih.gov/health/glucosamine-and-chondroitin-for-osteoarthritis-what-you-need-to-know
  21. Origine della materia prima e versione vegetale — https://www.center4research.org/glucosamine-supplements-do-they-work-are-they-safe/ · glicemia — https://www.webmd.com/vitamins/ai/ingredientmono-807/glucosamine
  22. Prezzi e dosi rilevati: https://www.redcare.it/benessere/IT972471597/rubaxx-articolazioni.htm · https://www.docpeter.it/rubaxx-articolazioni-30-bustine.html · https://www.farmae.it/bioattivo-glucos-cond-60cpr.html · https://www.redcare.it/medicinali/BE03235421/solgar-glucosamine-chondroitin-msm.htm
  23. Segnali d'urgenza: https://www.nhs.uk/conditions/septic-arthritis/ · https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC4401966/
  24. NCCIH (NIH), glucosamina e condroitina nell'artrosi: che cosa sappiamo — definizione, sicurezza, glicemia, warfarin, gravidanza — https://www.nccih.nih.gov/health/glucosamine-and-chondroitin-for-osteoarthritis-what-you-need-to-know
  25. Hwang et al., Metabolism 2015 — glucosamina e peso corporeo nel modello animale — https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25516476/

Domande frequenti

La glucosamina fa ingrassare?

No, per quanto si sa dalle ricerche sulle persone: fra gli effetti indesiderati registrati il peso non compare, e la loro frequenza è quella del placebo. L'unico segnale in senso contrario viene da un esperimento sui topi del 2015, che dà risultati opposti a seconda della dieta degli animali e non si trasferisce all'uomo. Il controllo del peso, al contrario, è una delle misure che le linee guida OARSI 2019 raccomandano a tutti nell'artrosi.

La glucosamina alza la glicemia? Posso prenderla se ho il diabete?

La glucosamina può influire sui valori di glucosio nel sangue e modificare l'efficacia dei farmaci per il diabete. Con il diabete conviene misurare la glicemia più spesso nelle prime settimane e parlarne con il medico prima di cominciare.

Meglio glucosamina solfato o cloridrato?

Gli studi con risultati positivi sono stati fatti con glucosamina solfato cristallina a 1500 mg al giorno in un'unica somministrazione; lo studio GAIT, che non ha superato il placebo, usava glucosamina cloridrato a 500 mg tre volte al giorno. Una revisione su PMC conclude che l'efficacia deriva solo dagli studi con il solfato cristallino. Non è però dimostrato che il solfato venga assorbito meglio: la differenza documentata riguarda gli studi e la formulazione, non l'assorbimento.

Per quanto tempo si può prendere la glucosamina?

La durata dipende dal prodotto e va letta in etichetta o concordata con il medico. Un riferimento clinico però esiste, ed è di sei mesi: superato quel periodo senza alcun beneficio, i reumatologi italiani indicano di sospendere. L'effetto, quando arriva, si vede dopo settimane o mesi: i lavori europei sulla glucosamina solfato hanno seguito i pazienti per due e tre anni.

La glucosamina fa male al fegato o ai reni?

Gli studi di grandi dimensioni non hanno segnalato problemi di sicurezza rilevanti e in nessuna fonte di questa pagina compare un legame con danni a questi due organi. Resta però una valutazione da fare caso per caso: con una malattia epatica o renale in corso, o con una terapia quotidiana già impostata, la decisione si prende insieme al medico o al farmacista.

Serve la ricetta per comprare la glucosamina?

Dipende dal prodotto, non dalla sostanza. DONA è un medicinale registrato in Italia, in classe C, e si acquista con ricetta ripetibile: la prima prescrizione richiede il medico. Gli integratori con glucosamina si comprano liberamente, ma la loro notifica al Ministero della Salute non è un'autorizzazione e non certifica l'efficacia del prodotto.

Glucosamina e condroitina insieme funzionano meglio?

I dati disponibili non lo mostrano. Nello studio GAIT la combinazione non ha dato differenze clinicamente rilevanti rispetto al placebo sul totale dei pazienti, con un segnale solo nel sottogruppo con dolore da moderato a intenso, e una revisione del 2018 conferma che la combinazione non supera il placebo. L'American College of Rheumatology raccomanda contro i prodotti combinati.