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Articolazioni: come sono fatte e che cosa le tiene in salute

Redazione Vivere in Movimento Aggiornato 6 settembre 2026 21 min di lettura 28 fonti

Un'articolazione è il punto in cui due ossa entrano in contatto. Nel corpo se ne distinguono tre gruppi in base al movimento che permettono: fisse, poco mobili e liberamente mobili. Le liberamente mobili — ginocchio, anca, spalla, dita — sono quelle di cui si parla quando si dice «mi fanno male le articolazioni», e sono anche le uniche che hanno dentro una cavità piena di liquido. Su di loro le cose con più prove alle spalle non si comprano in farmacia: movimento regolare, forza muscolare e controllo del peso.

Le sostanze vendute «per le articolazioni» sono un capitolo a parte, e conviene separarlo subito. Qui trovi anatomia, cause del rumore e prevenzione. Dosi, prove e prezzi delle singole sostanze stanno invece nella analisi delle sostanze per le articolazioni.

Che cos'è un'articolazione e quanti tipi ne esistono?

Un'articolazione è la zona di contatto fra due ossa. La si classifica in due modi, che si corrispondono fra loro. Il primo guarda il tessuto che unisce le ossa: fibroso, cartilagineo o sinoviale. Il secondo guarda quanto movimento l'articolazione permette: sinartrosi immobile, anfiartrosi poco mobile, diartrosi liberamente mobile. Le due letture combaciano quasi sempre — le sinartrosi sono fibrose, le anfiartrosi cartilaginee, le diartrosi sinoviali — con un'eccezione da ricordare: le sindesmosi, per esempio quella fra tibia e perone, sono fibrose ma poco mobili, quindi anfiartrosi (StatPearls, Anatomy, Joints).

Fissa (sinartrosi)
Tessuto che unisce
fibroso
Movimento
nessuno
Esempi
suture del cranio, dente nel suo alveolo
Semimobile (anfiartrosi)
Tessuto che unisce
cartilagineo o fibroso
Movimento
limitato
Esempi
disco intervertebrale, sinfisi pubica, sindesmosi tibio-fibulare
Mobile (diartrosi)
Tessuto che unisce
sinoviale, con cavità
Movimento
libero
Esempi
ginocchio, anca, spalla, dita

Le articolazioni fisse non hanno cavità articolare. Le suture del cranio alla nascita sono ancora un po' cedevoli: è quello che permette alla testa di passare nel canale del parto e al cervello di crescere dopo. Con gli anni si ossificano e le ossa vicine finiscono per fondersi.

Le semimobili tengono insieme due ossa lasciando un margine di movimento. Il disco intervertebrale è l'esempio più grande — un cuscinetto spesso di fibrocartilagine che riempie lo spazio fra due vertebre e attutisce i colpi — mentre la sinfisi pubica è il più piccolo, e la sua leggera mobilità conta durante il parto.

Le sei forme di articolazione mobile

Le articolazioni mobili si distinguono anche per la forma delle superfici. È la forma a decidere quali movimenti sono possibili. Sono sei, e quasi tutti i dolori di cui si parla su questo sito riguardano le ultime due righe della tabella.

Forma Assi di movimento Esempio
A cerniera uno ginocchio, gomito, caviglia, dita
A perno uno (rotazione) atlante-epistrofeo (il «no» della testa), radio-ulnare prossimale
Condiloidea due nocche delle dita
A sella due base del pollice (trapezio-metacarpale)
Piana multipla, ma frenata dai legamenti acromion-claveare, ossa del carpo e del tarso
Sferica multipla anca e spalla

L'anca e la spalla sono le uniche due articolazioni sferiche del corpo, e sono diverse fra loro: la cavità della spalla è poco profonda e lascia un movimento amplissimo, mentre l'acetabolo dell'anca è profondo e, insieme ai legamenti, tiene il femore corto. È il motivo per cui la spalla si lussa con facilità e l'anca quasi mai (StatPearls, Anatomy, Joints).

Com'è fatta dentro un'articolazione mobile?

Un'articolazione mobile è una cavità chiusa fra due ossa. Ogni pezzo ha il suo compito. La cavità è circondata dalla capsula articolare, un tessuto fibroso che si attacca alle due ossa appena oltre la zona di scorrimento. All'interno la capsula è foderata dalla membrana sinoviale, che produce il liquido. Le estremità delle ossa sono rivestite di cartilagine ialina, lo strato liscio che permette lo scorrimento. In alcune articolazioni ci sono in più cuscinetti di fibrocartilagine: i menischi del ginocchio sono i più noti. I legamenti collegano osso a osso e limitano la corsa; i muscoli che scavalcano l'articolazione la stabilizzano.

Nella capsula e nei legamenti si trovano anche i recettori che informano il cervello sulla posizione dell'articolazione: la cosiddetta propriocezione (StatPearls, Anatomy, Joints).

La cartilagine articolare merita una riga a parte. È diversa da qualsiasi altro tessuto: non ha vasi sanguigni ed è priva di nervi, si nutre per diffusione dal liquido che ha intorno e la divisione cellulare al suo interno è minima (StatPearls, Anatomy, Cartilage). Il tipo presente nelle articolazioni è la cartilagine ialina; il disco intervertebrale, invece, è fatto di fibrocartilagine, che è un'altra cosa (StatPearls, Histology, Chondrocytes). Che cosa succede quando si assottiglia, e che cosa la ricerca sa davvero sulla rigenerazione, è raccontato nella pagina dedicata alla cartilagine.

Che cos'è il liquido sinoviale e a che cosa serve?

Il liquido sinoviale è il fluido prodotto dalla membrana sinoviale che riempie la cavità delle articolazioni mobili. Fa due lavori: riduce l'attrito fra le superfici che scorrono e nutre la cartilagine articolare, che essendo priva di vasi non può ricevere nutrimento dal sangue (StatPearls, Anatomy, Joints). È questo il «liquido che lubrifica le articolazioni» delle definizioni scolastiche.

Nell'artrosi il liquido cambia qualità. Nei pazienti con artrosi la viscoelasticità del liquido sinoviale è ridotta, per una diminuzione della concentrazione e del peso molecolare dell'acido ialuronico in esso contenuto (Pontes-Quero e coll., Seminars in Arthritis and Rheumatism 2019, PMID 30878154). Su questa osservazione si basano le iniezioni di acido ialuronico dentro l'articolazione, la cosiddetta viscosupplementazione — che è però un capitolo con numeri suoi, e i numeri non sono entusiasmanti come la logica del meccanismo farebbe sperare.

Perché un'articolazione fa male, se la cartilagine non sente?

Il dolore non nasce nella cartilagine: quel tessuto non ha terminazioni nervose, quindi il suo consumo di per sé non fa male. Il dolore arriva dalle strutture intorno. La risposta dell'articolazione al danno è produrre più liquido, il che genera gonfiore e infiammazione: la capsula articolare, che è riccamente innervata, viene messa in tensione, e da lì partono dolore e rigidità. Anche la compressione dell'osso sottostante fa male, perché l'osso è pieno di nervi (StatPearls, Anatomy, Joints).

Questo spiega due cose che confondono molte persone. La prima è che una radiografia messa male non corrisponde per forza a un dolore forte, e viceversa. La seconda è che il dolore a volte si sente lontano dal punto malato: i nervi che servono un'articolazione servono anche la pelle sopra, e il dolore può essere riferito. Se il tuo problema di partenza è il dolore e non l'anatomia, la pagina che smista le cause una per una è quella sulle cause del dolore articolare.

Perché le articolazioni scricchiolano e scrocchiano?

Il rumore secco di uno scrocchio nasce dalla formazione improvvisa di una cavità di gas dentro l'articolazione, non dallo scoppio di una bolla già presente. Nel 2015 un gruppo dell'Università di Alberta ha filmato la cosa in risonanza magnetica in tempo reale: dieci articolazioni metacarpo-falangee tirate con una trazione crescente, immagini a 3,2 fotogrammi al secondo, e al momento del suono si vede la cavità che si forma e poi resta visibile (Kawchuk e coll., PLoS One 2015, PMID 25875374). Il fenomeno si chiama tribonucleazione: due superfici resistono alla separazione finché a un certo punto si staccano di colpo.

Scrocchiarsi le dita non fa venire l'artrosi delle mani. Uno studio caso-controllo ha confrontato 215 persone fra i 50 e gli 89 anni, tutte con radiografia della mano, e l'artrosi è risultata presente nel 18,1% di chi si scrocchia le dita contro il 21,5% di chi non lo fa: nessuna differenza statistica (p = 0,548). Nemmeno gli anni di abitudine o la frequenza giornaliera erano associati all'artrosi delle articolazioni corrispondenti (Deweber e coll., Journal of the American Board of Family Medicine 2011, PMID 21383216). Una revisione successiva della letteratura arriva alla stessa conclusione: le prove dell'associazione fra scrocchio delle nocche e artrosi vengono soprattutto da studi osservazionali, e questi studi non l'hanno trovata (Rizvi e coll., Clinical Anatomy 2018, PMID 30080300).

Il ginocchio è un caso diverso e va detto con onestà. Lo studio Osteoarthritis Initiative ha seguito 3 495 partecipanti fino a 48 mesi: età media 61,1 anni, indice di massa corporea medio 28,2. Chi riferiva scricchiolii più frequenti aveva più probabilità di sviluppare un'artrosi di ginocchio sintomatica. Rispetto a chi non ne riferiva mai, l'odds ratio saliva da 1,5 per «raramente» a 1,8 per «a volte», 2,2 per «spesso» e 3,0 per «sempre» (p < 0,0001 per il trend). Il dettaglio che conta: la maggior parte dei nuovi casi è arrivata dal gruppo che aveva già un'artrosi femoro-tibiale visibile in radiografia ma non ancora dolore — il 26% delle osservazioni ha prodotto oltre il 75% dei casi (Lo e coll., Arthritis Care & Research 2018, PMID 28470832). Gli autori stessi segnalano un limite importante: nello studio l'artrosi femoro-rotulea non è stata valutata in modo sistematico, e proprio quel compartimento è il sospettato abituale quando il ginocchio scricchiola.

Messe insieme, le tre ricerche dicono una cosa sola: il rumore da solo non è una diagnosi.

Un'articolazione che scricchiola senza dolore, senza gonfiore e senza blocchi non richiede esami. Un ginocchio che scricchiola e in più fa male quando scendi le scale merita una visita, non perché il suono sia pericoloso, ma perché il dolore lo è.

Che cosa tiene in salute le articolazioni?

Le tre cose con più prove alle spalle sono il movimento regolare, la forza muscolare e il controllo del peso. Non sono un ripiego in attesa di qualcosa di meglio: le linee guida OARSI del 2019 mettono l'educazione del paziente e un programma strutturato di esercizio a terra fra i trattamenti di base per l'artrosi di ginocchio, anca e forme poliarticolari; per il ginocchio, a questi si aggiunge la gestione del peso con la dieta (PMID 31278997).

Il carico nutre la cartilagine. Non c'è irrorazione diretta, quindi le sue cellule si nutrono per diffusione dall'ambiente circostante. Le forze di compressione che agiscono regolarmente sulla cartilagine aumentano quella diffusione (StatPearls, Anatomy, Cartilage). Detto in modo pratico: camminare fa da pompa.

L'immobilità toglie la pompa, e non c'è integratore che la sostituisca.

I muscoli lavorano come un legamento dinamico. Muscoli e tendini che scavalcano l'articolazione resistono alle forze che agiscono su di essa. La forza muscolare è direttamente correlata alla stabilità articolare, soprattutto dove i legamenti sono più deboli, come nella spalla (StatPearls, Anatomy, Joints). È la ragione per cui, negli studi, i programmi di rinforzo compaiono accanto al cammino e non al suo posto.

Il peso conta più di quanto sembri. Un lavoro durato 18 mesi ha seguito 142 persone anziane in sovrappeso con artrosi di ginocchio, con analisi tridimensionale del cammino. Una riduzione del peso corporeo di 9,8 N, cioè circa un chilo, si è associata a una riduzione di 40,6 N della forza di compressione nel ginocchio: circa quattro unità di carico in meno per ogni unità di peso persa, a ogni passo (Messier e coll., Arthritis & Rheumatism 2005, PMID 15986358). Sul lungo periodo il dato più citato viene dallo studio Framingham, ripreso in una rassegna del 2024: una perdita di 5,1 kg ha ridotto del 50% il rischio delle donne di sviluppare artrosi di ginocchio in dieci anni (Huffman e coll., The Journal of Rheumatology 2024, PMC10922233).

Quanto muoversi. Una rassegna del 2023 riassume le indicazioni ESCEO e OARSI. La soglia protettiva indicata è di 6 000 passi al giorno, e ogni 1 000 passi in più si associano a circa il 20% di rischio in meno di limitazione funzionale. I programmi di esercizio studiati — aerobico, di rinforzo, pilates — duravano da 8 a 12 settimane, con 3-5 sedute a settimana di almeno un'ora (Zmerly e coll., Diseases 2023, PMC10742871).

Che cosa Quanto, negli studi Che cosa è stato misurato
Camminare soglia di 6 000 passi al giorno meno limitazione funzionale, −20% per ogni 1 000 passi in più
Programma di esercizi 8-12 settimane, 3-5 volte a settimana, ≥ 1 ora dolore e funzione (ESCEO, OARSI)
Perdere peso ogni chilo ~4 kg di carico in meno sul ginocchio a ogni passo
Perdere peso (lungo periodo) 5,1 kg −50% di rischio di artrosi di ginocchio a 10 anni, nelle donne

Questi numeri vengono in larga parte da studi sul ginocchio, che è l'articolazione più studiata. Trasferirli così come sono alla spalla o alla mano sarebbe una forzatura; il principio generale — carico moderato e regolare, muscoli forti, peso sotto controllo — vale invece per tutte le articolazioni mobili. Per il ginocchio in particolare la pagina di riferimento è quella sulla gonartrosi; per l'anca, quella sulla coxartrosi.

Che cosa le rovina?

I fattori documentati sono il sovraccarico ripetuto, i traumi precedenti e l'eccesso di peso. L'artrosi è la malattia articolare più comune. Si sviluppa da un danno graduale della cartilagine, che poi si assottiglia, e si associa spesso a lesioni precedenti e a uno stress d'urto prolungato sull'articolazione colpita, di solito per sport o per peso corporeo eccessivo (StatPearls, Anatomy, Joints).

Poi c'è l'età, ma senza fatalismo. In Italia l'ISTAT non separa artrosi e artrite nelle statistiche ufficiali, quindi la cifra nazionale è comune alle due. Nel 2013 riferiva artrosi o artrite il 16,4% della popolazione. Nel 2015, fra gli over 65, la quota era del 34,1% negli uomini e del 58,4% nelle donne: il 47,9% del gruppo (ISTAT, Condizioni di salute degli anziani; ISS EpiCentro). Va detta anche la seconda metà della frase, che di solito manca. Non esiste una cura che riporti indietro la cartilagine già persa, ma il servizio sanitario britannico precisa che l'artrosi non peggiora necessariamente con il passare del tempo (NHS). Che cosa sia esattamente l'artrosi, come si distingue dall'artrite e che cosa se ne può fare, è il tema della pagina sull'artrosi come malattia.

Perché ginocchio, spalla e mano si consumano in modo diverso?

Perché hanno forme diverse, e la forma decide dove va a finire il carico. Tre esempi rendono l'idea meglio di qualsiasi regola generale.

Il ginocchio non è un blocco unico: ha tre compartimenti, e ognuno può essere colpito per conto suo. Due sono formati dal femore e dalla tibia, quello interno (mediale) e quello esterno (laterale); il terzo è formato dalla rotula e dalla parte anteriore del femore, e si chiama femoro-rotuleo (Hospital for Special Surgery). Il compartimento colpito cambia i sintomi. Quando tocca il femoro-rotuleo il dolore compare salendo e scendendo le scale, accovacciandosi o alzandosi dalla sedia, mentre camminando in piano spesso non si sente nulla. Ecco perché due persone possono avere entrambe «artrosi al ginocchio» e raccontare disturbi che sembrano di due malattie diverse.

La spalla ha il problema opposto. È un'articolazione sferica con una cavità poco profonda, e questo le dà un'escursione enorme e poca stabilità ossea. A tenerla insieme sono soprattutto i muscoli, che nelle articolazioni con legamenti deboli contano più che altrove (StatPearls, Anatomy, Joints). Sopra, fra clavicola e acromion, c'è una piccola articolazione piana che può fare male per conto suo.

La mano concentra i problemi alla base del pollice, dove trapezio e primo metacarpo formano un'articolazione a sella: è la forma che rende il pollice opponibile, e quindi anche la più sollecitata. L'artrosi di questa sede si chiama rizoartrosi. Dà dolore soprattutto nei movimenti di torsione — aprire un barattolo, girare una chiave — e i sintomi compaiono spesso intorno ai 40 anni (Humanitas).

Quando il dolore articolare è un caso da medico, subito?

Un'articolazione calda, gonfia e molto dolente, soprattutto senza trauma, va considerata un'artrite settica finché non si dimostra il contrario. È un'urgenza medica: senza trattamento può portare a distruzione dell'articolazione, osteomielite, sepsi e morte (BMJ Case Reports 2015). Non aspettare la febbre: è presente solo nel 40-60% dei casi ed è un segno aspecifico (StatPearls, Septic Arthritis). I sintomi si sviluppano di solito in fretta, nel giro di pochi giorni, e vanno controllati immediatamente (NHS).

Ci sono poi situazioni che non sono da pronto soccorso, ma nemmeno da autogestione con una crema o una compressa. Sono queste: gonfiore improvviso senza motivo, impossibilità di appoggiare la gamba o di muovere l'articolazione, dolore notturno insieme a un calo di peso non spiegato, rigidità mattutina che dura più di 30-60 minuti. Quest'ultima merita attenzione perché è un segno di artrite infiammatoria, non di artrosi: nell'artrosi la rigidità dura pochi minuti e passa appena ci si muove (NHS). In tutti questi casi la prima mossa è il medico, non il negozio.

Che cosa promette il mercato «per le articolazioni»?

Nel registro europeo delle indicazioni sulla salute non c'è nessuna indicazione autorizzata su articolazioni o cartilagine per glucosamina, condroitina, collagene, curcuma e MSM: tutte le richieste presentate su questi temi sono respinte (EU Register of nutrition and health claims). Per la glucosamina il rifiuto è scritto in un regolamento, il 1066/2013, che boccia due formulazioni proposte per mancanza di prove sufficienti del rapporto di causa-effetto (testo del regolamento).

Un integratore, in Italia, prima di essere venduto va notificato al Ministero della Salute, ed è utile sapere che cosa significa: la notifica non è un'autorizzazione e non certifica l'efficacia del prodotto (Ministero della Salute). C'è poi un problema di quantità, e lo dice una fonte pubblica italiana. Integratori di marche diverse possono contenere quantità molto diverse di queste sostanze, anche molto al di sotto della dose farmacologicamente attiva. E questo influenza largamente il risultato (ISSalute, Istituto Superiore di Sanità).

Anche le società scientifiche non sono d'accordo fra loro, e nascondere il disaccordo sarebbe disonesto. L'American College of Rheumatology sconsiglia fortemente la glucosamina per ginocchio, anca e mano (PMID 31908149). L'ESCEO europea la raccomanda invece come opzione di prima linea, nella forma di solfato di qualità farmaceutica (documento ESCEO). La Società Italiana di Reumatologia sta in mezzo. Scrive che glucosamina e condroitina solfato possono avere un effetto benefico sui sintomi, mentre restano da definire gli effetti strutturali, i pazienti adatti e il rapporto costo-beneficio. E aggiunge un criterio pratico: se entro sei mesi non si vede alcun beneficio, il trattamento può essere sospeso (linee guida SIR 2019). Il confronto per sostanza, dose dichiarata e costo del mese sta nella pagina sulla glucosamina e in quella che mette a confronto tutte le sostanze.

Da dove partire, problema per problema

Se il tuo punto di partenza è… La pagina giusta
dolore in più articolazioni, cause da distinguere dolori articolari
la malattia degenerativa e i suoi stadi artrosi
il ginocchio che fa male su scale e alzate gonartrosi
il dolore all'inguine o al fianco quando cammini coxartrosi
la cartilagine consumata e la sua rigenerazione cartilagine
impacco caldo o borsa del ghiaccio caldo o freddo
dosi, prove e prezzi delle sostanze glucosamina

Che cosa fa questa pagina e che cosa non fa

Qui trovi come è costruita un'articolazione, perché fa rumore, che cosa la protegge secondo gli studi e quando il sintomo va portato da un medico. Le fonti sono citate accanto a ogni numero, così puoi controllarle.

Qui non trovi una diagnosi né un piano di allenamento personale. La soglia dei 6 000 passi e la struttura «8-12 settimane, 3-5 sedute» sono le medie degli studi, non una prescrizione per il tuo ginocchio: chi ha già dolore, una protesi o una malattia infiammatoria ha bisogno che qualcuno lo guardi prima di dirgli quanto camminare.

Perché non pubblichiamo una classifica dei «migliori integratori»

Una classifica richiederebbe di confrontare prodotti sulle dosi dei principi attivi. Molte etichette in commercio non dichiarano quei milligrammi. Fare finta di poter ordinare prodotti che non si possono nemmeno confrontare sarebbe una recensione inventata, non una recensione severa. Quello che possiamo fare, e facciamo, è mettere in fila la dose usata negli studi e la dose dichiarata sull'etichetta, e lasciare che sia la differenza a parlare.

Per lo stesso motivo non pubblichiamo dosaggi consigliati «per le articolazioni» in questa pagina: la dose sensata dipende dalla sostanza, dalla forma chimica e dalla persona, e chi la promette in due righe di solito sta vendendo, non informando.

3
tipi di articolazioni in base al movimento permesso
6
tipi di articolazioni mobili (sinoviali) nel corpo umano
4 kg
di carico in meno sul ginocchio a ogni passo per ogni chilo perso
47,9%
delle persone sopra i 65 anni in Italia riferisce artrosi o artrite
0
indicazioni sulla salute autorizzate nell'UE per le sostanze «da articolazioni»

Fonti utilizzate 28

  1. StatPearls, Anatomy, Joints (NBK507893) — https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK507893/
  2. StatPearls, Anatomy, Cartilage (NBK532964) — https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK532964/
  3. StatPearls, Histology, Chondrocytes (NBK557576) — https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK557576/
  4. Kawchuk GN e coll. Real-time visualization of joint cavitation. PLoS One 2015;10(4):e0119470 — https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25875374/
  5. Deweber K, Olszewski M, Ortolano R. Knuckle cracking and hand osteoarthritis. J Am Board Fam Med 2011;24(2):169-74 — https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/21383216/
  6. Rizvi A e coll. Review of the clinical anatomy of "knuckle cracking". Clin Anat 2018;31(6):942-945 — https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30080300/
  7. Lo GH e coll. Subjective crepitus as a risk factor for incident symptomatic knee osteoarthritis. Arthritis Care Res 2018;70(1):53-60 — https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28470832/
  8. Messier SP e coll. Weight loss reduces knee-joint loads in overweight and obese older adults with knee osteoarthritis. Arthritis Rheum 2005 — https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/15986358/
  9. Huffman KF e coll. J Rheumatol 2024;51(3):224-233 (dato Framingham) — https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10922233/
  10. Zmerly H e coll. Diseases 2023;11(4):182 — https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC10742871/
  11. OARSI guidelines for the non-surgical management of knee, hip, and polyarticular osteoarthritis, 2019 — https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31278997/
  12. 2019 ACR/Arthritis Foundation Guideline for the Management of Osteoarthritis of the Hand, Hip, and Knee — https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31908149/
  13. ESCEO, algoritmo per la gestione dell'artrosi (PDF) — https://www.esceo.org/sites/esceo/files/pdf/OA%20ESCEO%20OARSI%20%20GUIDELINES%20NRR%202021.pdf
  14. Società Italiana di Reumatologia, linee guida ginocchio-anca-mano, Reumatismo 2019 (PDF) — https://www.reumatologia.it/obj/files/lineeguida/knee-hip-hand-2019.pdf
  15. EU Register of nutrition and health claims — https://food.ec.europa.eu/food-safety/labelling-and-nutrition/nutrition-and-health-claims/eu-register-health-claims_en
  16. Regolamento (UE) n. 1066/2013 — https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/HTML/?uri=CELEX:32013R1066
  17. Ministero della Salute, Registro degli integratori alimentari — https://www.salute.gov.it/new/it/tema/alimenti-fini-medici-speciali-ed-integratori/registro-degli-integratori-alimentari
  18. ISSalute (ISS), scheda Condroitina solfatohttps://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/c/condroitina-solfato
  19. ISTAT, Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari — anziani, 2015 (PDF) — https://www.istat.it/it/files/2017/09/Condizioni_Salute_anziani_anno_2015.pdf
  20. ISS EpiCentro, epidemiologia delle malattie muscolo-scheletriche in Italia — https://www.epicentro.iss.it/muscolo-scheletriche/epidemiologia-italia
  21. NHS, Osteoarthritis — treatment e symptomshttps://www.nhs.uk/conditions/osteoarthritis/treatment/
  22. NHS, Septic arthritis + StatPearls Septic Arthritis (NBK538176) — https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK538176/
  23. Abbasi F e coll. BMJ Case Reports 2015 (artrite settica come urgenza) — https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC4401966/
  24. Pontes-Quero GM e coll. Semin Arthritis Rheum 2019;49(2):171-183 — https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30878154/
  25. Ferreira ML e coll. 2016 (meteo e ginocchio) — https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27492467/
  26. Dixon WG e coll. 2019 (meteo e dolore cronico) — https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC6811599/
  27. Hospital for Special Surgery, Patellofemoral (kneecap) arthritishttps://www.hss.edu/health-library/conditions-and-treatments/patellofemoral-kneecap-arthritis-diagnosis-treatment
  28. Humanitas, Artrosi: che cos'è e come si cura la rizoartrosihttps://www.humanitas.it/news/artrosi-cos-e-e-come-si-cura-la-rizoartrosi/

Domande frequenti

Perché scrocchiano le articolazioni?

Perché fra le superfici articolari si forma di colpo una cavità di gas quando vengono separate: la risonanza magnetica in tempo reale ha ripreso il momento esatto in cui la cavità nasce e il suono si produce (Kawchuk 2015, PMID 25875374). Non è una bolla che scoppia, ed è il motivo per cui la stessa articolazione non si lascia scrocchiare due volte di fila subito.

Scrocchiarsi le dita fa venire l'artrosi alle mani?

No, secondo i dati disponibili. In uno studio su 215 persone con radiografia della mano la percentuale di artrosi era simile fra chi si scrocchiava le dita (18,1%) e chi non lo faceva (21,5%), e nemmeno gli anni di abitudine erano associati alla malattia (Deweber 2011, PMID 21383216).

Le articolazioni che scricchiolano nei giovani sono un problema?

Uno scricchiolio senza dolore, senza gonfiore e senza blocchi non è di per sé un segno di malattia, a nessuna età. Il segnale che cambia le cose è il dolore che accompagna il rumore o il gonfiore che compare dopo: in quel caso la valutazione serve, e serve prima che il fastidio diventi un'abitudine.

Il freddo e l'umidità fanno male alle articolazioni?

Le prove sono contraddittorie. Uno studio australiano su persone con artrosi di ginocchio (1 425 osservazioni) non ha trovato alcuna associazione fra temperatura, umidità relativa, pressione, precipitazioni e riacutizzazioni del dolore (PMID 27492467). Uno studio britannico ha seguito invece 2 658 persone con dolore cronico per 15 mesi tramite smartphone, e ha trovato associazioni deboli ma statistiche con umidità, pressione e vento (PMID 31667359). Nessuno dei due mostra che il freddo danneggi l'articolazione. I numeri delle revisioni su caldo e ghiaccio come sollievo dei sintomi sono raccolti a parte.

Quale attività fisica è meglio per le articolazioni?

Gli studi hanno misurato soprattutto cammino, esercizio aerobico, esercizi di rinforzo e pilates, in programmi di 8-12 settimane, 3-5 volte a settimana (Zmerly 2023). Nessuna di queste attività è risultata «la migliore» in assoluto: la costanza pesa più della scelta della disciplina, e la soglia dei 6 000 passi al giorno è emersa come protettiva.

A che età iniziano i problemi alle articolazioni?

Non c'è un'età di partenza uguale per tutti. In Italia riferisce artrosi o artrite il 16,4% della popolazione generale e il 47,9% delle persone sopra i 65 anni, con differenza netta fra donne (58,4%) e uomini (34,1%) nella fascia anziana (ISTAT). Va ricordato che la statistica nazionale unisce artrosi e artrite in una sola voce.

Gli integratori «per le articolazioni» servono?

Dipende dalla sostanza, dalla dose e da chi risponde alla domanda. Nell'Unione Europea nessuna delle sostanze più vendute ha un'indicazione sulla salute autorizzata per le articolazioni. Le società scientifiche sono divise fra un «no» netto (ACR) e un «sì, in forma farmaceutica» (ESCEO). La reumatologia italiana sta in mezzo e fissa un limite pratico: sei mesi per capire se sta funzionando (SIR 2019).